Le borse di studio per i master post-laurea erogate dalla Regione equivalgono a reddito da lavoro dipendente. Nelle scorse settimane la Regione Puglia ha inviato - oltre i termini di legge - il Cud ai ragazzi che hanno partecipato ai primi due bandi di Ritorno al Futuro. E chi ha avuto la pazienza di leggere il documento, ha avuto una amara sorpresa: sulla famosa borsa di studio bisognerà pagare le tasse.
La circostanza è stata segnalata da alcuni genitori, che hanno lamentato due aspetti. Primo, il fatto che al momento dell’erogazione delle borse di studio non sia stato chiarito l’aspetto fiscale. Secondo problema, molti master sono stati fatturati nel 2008 per cui le relative spese non sono più detraibili. Sapendo prima della tassazione, è il concetto espresso dai genitori, si sarebbe potuta fare una valutazione differente.
Il problema nasce dal fatto che le borse di studio sono finanziate al 50% da fondi europei: per disposizione Ue, i fondi europei vanno erogati «netti», senza detrazioni.
La Regione, che anche in questa circostanza non ha brilla per chiarezza, inizialmente aveva optato per la non assoggettabilità fiscale delle borse di studio. Poi ha cambiato parere, tanto che quest’anno sono stati mandati i Cud di entrambi gli avvisi di Ritorno al Futuro. La Ragioneria ha assoggettato le borse a tassazione soltanto per il 50% (quello finanziato da fondi statali), e così facendo ha applicato la norma in maniera letterale. Ma questo non significa (come ha spiegato la Cassazione) che l’altro 50% della borsa sia esente da tasse.
Dunque, attenzione: perché dimenticarsi gli adempimenti fiscali porterebbe a un accertamento e ad ulteriori sanzioni. Insomma, il danno e la beffa.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento